Lo Stemma

L’arma assegnata al Casale Fellino è: “D’oro, alla banda d’azzurro caricata da tre gigli d’oro, con in capo una mosca di nero ed in punta un monte di tre cime di verde”, blasone nobiliare della famiglia di Rainaldo II MOSCA.

Cenni Storici sui Mosca

Rainaldo II Mosca, feudatario di Aversa, di Avella e di Arienzo, ad oggi risulta essere probabilmente il primo feudatario di Roccarainola, allora chiamata Rocca Anniani o Torre di Agnano. Di antica origine normanna, la famiglia Mosca, almeno dal 1131, prima con Rainaldo, poi con il suo sub feudatario Guglielmo Filiorino nel 1152 e infine nel 1187 con Fenizia, baronessa aversana, figlia di Rainaldo, fu in possesso di tale feudo. Verso la metà del secolo si verifica il cambio del nome del feudo: da Rocca Anniani a Rocca Raynula. Anche Fellino è stato feudo autonomo, compreso nella Terra di Roccarainola e si sa per ora solo che nel 1152 circa era in possesso di Raul de Capua e nel 1190 di Guglielmo de Teano.

Estensione del Casale

Questo ampio Casale del Comune di Roccarainola, nato nel 1900, comprende anche l’abitato di Polvica appartenente al nostro Comune. Come da Stradario Comunale al suddetto Casale sono state attribuite le seguenti strade: Via Madonnelle; Piazza Martino II°; Piazza Padre Pio; Piazza P. Manzi; Piazza Europa; Via P. Nenni; Via E. Berlinguer; Via U. La Malfa; Via V.A. Capolongo; Via P. De Stefano; Via Serra Cauditana; Via Barcano; Via Urbano; Via Meirana; Via Rivo Maggiore; Via 1° Maggio; Piazza della Repubblica; Via IV Novembre; Via Benevento e Via Difesa.

Importanze Storico-artistico-ambientali

Nel suddetto territorio è presente in località “Difesa” un fortilizio collinare detto “la Castelluccia”, precedentemente denominata “Torre de Trahi Denti”, posto lungo la via romana Popilia nel tratto pedemontano da Calatia a Nola. In prossimità della “Castelluccia”, lungo la strada provinciale Cicciano-Cancello, c’è la Villa Settecentesca dei Mastrilli (Casino di Fellino). Infine è presente in questo territorio anche la Chiesa di S.Maria a Fellino, allora con annesso ospizio, per la sosta dei frati nel tragitto tra il Monastero di Montecassino e quello di Montevergine.

A Cura Del